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domenica 9 febbraio 2020
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martedì 10 dicembre 2019
Recensione "Le città invisibili" di Italo Calvino
Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa in mezzo all'inferno, non è l'inferno, e farlo durare, e dargli spazio.Così Calvino conclude questo Atlante, questo campionario di città che paiono tanto lontane quanto più ci son vicine. Con questo susseguirsi di città, Calvino coglie l'opportunità di far riflettere su vari temi: memoria, desiderio, segni, morte e ignoto. Sebbene tutto ciò all'apparenza potrebbe sembrare distante e slegato, l'intento dell'autore in realtà è quello di tracciare un percorso che sarà seguito dal lettore, il quale trarrà liberamente le proprie conclusioni. L'obiettivo non condizionatore di Calvino è dimostrato dai differenti punti di vista che egli presenta, a volte anche opposti come si evince dalla conclusione del libro.
Recensione ''Le città invisibili''
Il
libro ''Le città invisibili'' può essere interpretato in diversi
modi, a seconda della chiave di lettura che si utilizza. È un libro
che richiede tempo e concentrazione se si desidera andare oltre la
descrizione superficiale e trovare collegamenti con la realtà. A
nostro parere ogni città, se pur descritta in maniera fantasiosa,
contiene spunti di riflessione utili alla vita quotidiana. Alcuni dei
temi trattati sono: il consumismo, il rimpianto del passato, il
desiderio, la ricerca, la visone distorta della realtà e la
sensazione di insoddisfazione dell'uomo. Quest'ultimo tema si può
ritrovare nella descrizione della città di Eutropia (libro IV, le
città e gli scambi), in cui gli uomini cambiano continuamente vita,
mestiere e compagni e si accontentano di una felicità che si rivela
effimera. Per concludere è importante sottolineare l'attualità dei
temi riportati dall'autore, perché, nonostante il libro non sia
recente, essi si rispecchiano nella vita quotidiana.
Recensione "Le città invisibili"
Nel libro Città
Invisibili di Italo Calvino possiamo trovare innumerevoli descrizioni
di città che sono frutto dell’immaginazione dell’autore.
Le città descritte
sono state raggruppate in base alle caratteristiche
che le definiscono e possono rispecchiare più o meno la realtà.
Chi ha intenzione di
cimentarsi nella lettura di questo libro deve essere a conoscenza del
fatto che non troverà una vera e propria trama, né una storia
raccontata in ordine cronologico o con riferimenti temporali, ma
bensì incontrerà descrizioni più o meno brevi senza un’apparente
connessione tra di esse.
Secondo il nostro
parere, Le Città Invisibili è un libro abbastanza impegnativo
(anche se può non sembrare) e perciò necessita di un livello di
concentrazione abbastanza elevato; è normale non riuscire a cogliere
al meglio ogni aspetto del libro alla prima lettura, quindi ne
consigliamo una seconda, se necessaria.
Se siete quindi alla
ricerca di una lettura facile e scorrevole, con una trama definita e
comprensibile, questo libro potrebbe non fare al caso vostro.
Nonostante ciò,
consigliamo di provare questa lettura, anche se difficile, per
intraprendere una nuova esperienza.
Dumitrita Antoci
Annamaria Roversi 3G
Recensione de "Le città invisibili"
Le città invisibili è un romanzo di Italo Calvino, il suo libro più
appartato e sfaccettato.
Sono
città fittizie e spesso utopiche, raramente distopiche.
Tali
città possono essere considerate le vere protagoniste, poichè i
loro nomi sono presi da reali nomi
propri femminili
e sono descritte
dettagliatamente, quasi trascurando le figure di Marco Polo e Kublai
Kan.
Il
libro non è legato da un filo di trama, ciò rende la lettura
piuttosto complessa e le vicende prive di intrecci.
La
lettura può essere consigliata a un pubblico di lettori che
apprezzano particolarmente descrizioni dettagliate di luoghi
fantastici e utopici. Il racconto è diversamente
interpretabile a seconda
del
punto di vista del lettore.
Recensione de "Le città invisibili" di Italo Calvino
Le città invisibili
di Italo Calvino è un romanzo che dà ampio spazio all' immaginazione
e che dà al lettore la possibilità di non seguire un ordine
prestabilito di lettura.
Il racconto si
sviluppa intorno agli incontri ricorrenti tra Marco Polo e Kublai
Khan nel giardino di quest’ ultimo. Durante queste serate Marco
Polo intrattiene il Khan con i suoi racconti sulle città
dell’impero. Queste città sono raccontate dal punto di vista di
Marco Polo che le interpreta e descrive in base alla persona che lo
sta ascoltando. Si concentra su elementi specifici e nascosti che
riescono però a restituirci ogni città nella propria interezza.
La lettura può
essere a punti complicata e richiede sicuramente un certo livello di
attenzione e capacità di comprensione, è pero comunque piacevole e
interessante.
Consiglieremmo
questo libro alle persone a cui piacciono le descrizioni e a cui
piace perdersi nella loro immaginazione.
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