A Saga, grande città, le persone che passano per le vie non si capiscono.
Al vedersi immaginano mille cose le une delle altre.
Gli incontri che mai avverranno tra loro.
Alle 4 del pomeriggio la ragazza con le lunghe trecce bionde starà barcollando tenendosi al bancone del pub all'angolo mentre la giovane asiatica dai capelli neri, seduta per terra, starà versando il thè caldo in una tazza di ceramica.
L'una è a conoscenza dell'altra ma si ignorano, ignoranti del perché dei rispettivi movimenti.
Sono entrambe giunte a Saga da molto lontano, con un passato alle spalle che le ha spinte qui, luogo che unisce le persone senza unirne nessuna.
Non c'è una Saga universale, esistono tante piccole descrizioni della città nessuna però si riflette nella visione dell'altra.
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giovedì 12 dicembre 2019
Adima
Dopo giorni di cammino nel
deserto, gli occhi stanchi del viandante scorgono in lontananza i
vivaci colori della città di Adima, che al tramonto appare come
un’oasi nel deserto per i passanti stremati. Tra le sue pittoresche
vie si diffonde una dolce musica che accompagna le danze delle
giovani fanciulle, le grida gioiose dei bambini riecheggiano per le
strade decorate a festa e il profumo dei fiori appena colti si
intreccia all’aroma stuzzicante delle spezie che guida fino al
cuore della cittadina.
Ma sopraffatto dalla
meraviglia e dalla stanchezza, il curioso ospite cade in un sonno
profondo. Al suo risveglio la città sembra trasformata, nessuna
musica si ode, le grida infantili sono diventate lamenti di dolore,
le giovani danzatrici non sono altro che sfacciate meretrici, il
pungente fetore che galleggia nell’aria non è altro che il
pungente odore di oppio e l’atmosfera surreale della sera
precedente ha lasciato spazio ad una realtà grigia e malata.
Sofia Lappezzata, Morgana
Celli, Emma Giordano.
Moriana - Le città e gli occhi
Guadato il fiume, valicato il passo, l’uomo si trova di fronte tutt’a un tratto la città di Moriana, con le porte d’alabastro trasparenti alla luce del sole, le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina, le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa. Se non è al suo primo viaggio l’uomo sa già che le città come questa hanno un rovescio: basta percorrere un semicerchio e si avrà in vista la faccia nascosta di Moriana, una distesa di lamiera arrugginita, tela di sacco, assi irte di chiodi, tubi neri di fuliggine, mucchi di barattoli, muri ciechi con scritte stinte, telai di sedie spagliate, corde buone solo per impiccarsi a un trave marcio.
Da una parte all’altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio d’immagini: invece non ha spessore, consiste solo in un dritto e in un rovescio, come un foglio di carta, con una figura di qua e una di là, che non possono staccarsi né guardarsi.
Da una parte all’altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio d’immagini: invece non ha spessore, consiste solo in un dritto e in un rovescio, come un foglio di carta, con una figura di qua e una di là, che non possono staccarsi né guardarsi.
martedì 10 dicembre 2019
Yzma - Le città nascoste
Se volete credermi, bene. Ora dirò com’è fatta Yzma, la città-pozione. Yzma è suddivisa in 4 quartieri. Per godere dei privilegi di questi ricchi quartieri, gli abitanti giornalmente devono assumere una pozione legata ad un atteggiamento o ad un’emozione. Nel quartiere dell’Invidia puoi trovare cittadini affacciati alle finestre, che, costantemente, spiano i vicini per assicurarsi di possedere ancora il prato più verde. Anche il più piccolo torto subito non sarà mai dimenticato nel quartiere del Rancore. Tra gli abitanti del quartiere della Falsità vi è il doppio delle facce rispetto al numero di corpi.
Nel quartiere della Superbia vige l’anarchia, poiché chiunque è migliore di chiunque altro, e nessuno vuole sottostare a nessun altro. Infine nel quartiere della Rabbia, lo sguardo è velato di rosso, e il caos regna sovrano.
Osservando Yzma dall’alto, la città pare avvelenata da queste pozioni, che da una parte ne causano la rovina, ma dall’altra le sono necessarie.
Celeschi Alexandra
Colicchio Elisa
Costantini Tea
Muratori Sofia
Nel quartiere della Superbia vige l’anarchia, poiché chiunque è migliore di chiunque altro, e nessuno vuole sottostare a nessun altro. Infine nel quartiere della Rabbia, lo sguardo è velato di rosso, e il caos regna sovrano.
Osservando Yzma dall’alto, la città pare avvelenata da queste pozioni, che da una parte ne causano la rovina, ma dall’altra le sono necessarie.
Celeschi Alexandra
Colicchio Elisa
Costantini Tea
Muratori Sofia
La città e la nascita
Una notte scivoli.
I due uomini chiudono le loro porte di casa al tempo stesso.
I due uomini sono forma e contorno come le due città, l’una l’opposto dell’altra e il raggio di luce riflesso specchia le due realtà nella stessa.
Mari di ombre intrecciano deserti di sguardi e parole non dette.
Campanelli vibrano al passaggio del terrore umano e la voce del vento, grida il suo dolore a chi non lo vuole ascoltare.
Ruvide strade, aspre strette di mano.
Stelle dello stesso cielo.
Nella fossa dei pensieri perduti giace l’esistenza tradita dalla sua essenza.
Mera illusione dell’uomo...
Giulia Bedetti
Sabina Mancini
Nicole Barnham
Giulia Biagini
I due uomini chiudono le loro porte di casa al tempo stesso.
I due uomini sono forma e contorno come le due città, l’una l’opposto dell’altra e il raggio di luce riflesso specchia le due realtà nella stessa.
Mari di ombre intrecciano deserti di sguardi e parole non dette.
Campanelli vibrano al passaggio del terrore umano e la voce del vento, grida il suo dolore a chi non lo vuole ascoltare.
Ruvide strade, aspre strette di mano.
Stelle dello stesso cielo.
Nella fossa dei pensieri perduti giace l’esistenza tradita dalla sua essenza.
Mera illusione dell’uomo...
Giulia Bedetti
Sabina Mancini
Nicole Barnham
Giulia Biagini
Ayka - Le città e il desiderio
Di là, dopo sei giorni e sette notti, l’uomo arriva ad Ayka, città dove il sole è perennemente nascosto da una torre dall’altezza smisurata.
Questo si racconta della fondazione della città in cui l’uomo ottiene solo quello che un altro uomo desidera: due regine, un tempo in conflitto per il dominio del regno accanto, vengono sorprese dall’arrivo di una giovane donna, che si impossessa dell’oggetto del desiderio, causa della loro rivalità. Il regno tanto bramato viene affidato a quest’ultima.
Da questo momento in poi, ai cittadini di Ayka viene sottratto il principale oggetto del loro desiderio ed assegnato a un forestiero, il quale a sua volta viene privato del suo.
Diventa così un circolo vizioso. Il singolo non è più spinto verso il raggiungimento dei suoi obiettivi, ma mosso dall’invidia, si lascia trasportare dalla volontà di recuperare ciò che ha perso.
Classe VCL
Carlotta Marra, Marisol Serafini, Beatrice Pintabona.
Demetra - Le città e gli occhi
Gli antichi costruirono Demetra su una spoglia lastra d’argento delimitata da ricche trame di rilievi dorati, mentre dalle dense nubi sovrastanti pendono innumerevoli specchi dalle forme più disparate. Così il viaggiatore vede arrivando infinite città: uno sconfinato caleidoscopio in cui mille Demetre si vedono riflesse. Non esiste o avviene una cosa nell’una Demetra che nelle altre non si ripeta, poiché la città venne costruita in modo che ogni suo punto si corrispondesse ad un altro, ma al contempo fosse assolutamente distinguibile attraverso sottili e impercettibili particolari.
Gli abitanti di Demetra sono consapevoli di appartenere a solo una delle tante frammentate pseudodimensioni di quella offuscata realtà. Non importa quanto amore o odio intercorra tra i cittadini di Demetra: non vi è azione, dalla più palese e trasparente alla più celata e nascosta, che non appaia in quella molteplicità di realtà cosmiche gemelle, come in un interminabile gioco di furtivi sguardi onnipresenti. Le numerose città vivono le une per le altre, guardandosi negli occhi di continuo.
Camilla Muccioli, Sofia Bacchini, Giorgia Raffaelli, Martina Neri, Eleonora Pergola (5B)
Gli abitanti di Demetra sono consapevoli di appartenere a solo una delle tante frammentate pseudodimensioni di quella offuscata realtà. Non importa quanto amore o odio intercorra tra i cittadini di Demetra: non vi è azione, dalla più palese e trasparente alla più celata e nascosta, che non appaia in quella molteplicità di realtà cosmiche gemelle, come in un interminabile gioco di furtivi sguardi onnipresenti. Le numerose città vivono le une per le altre, guardandosi negli occhi di continuo.
Camilla Muccioli, Sofia Bacchini, Giorgia Raffaelli, Martina Neri, Eleonora Pergola (5B)
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